Processo al soldato Manning

Il 16 dicembre c’è stata la prima udienza per Bradley Manning, il militare accusato di esser stato lui il responsabile della fuga del famoso video Collateral Murder che mostrava l’uccisione di civili iracheni da un elicottero americano. Qui il video.

Come riporta Ilfattoquotidiano.it “Sabato ha compiuto ventiquattro anni. E forse altrettanti dovrà trascorrerli in carcere. (…) soprattutto perchè incolpato di essere la gola profonda dei 250 mila dispacci provenienti dalle ambasciate americane. Quelli del Cablegate: la più grande diffusione di informazioni riservate della storia, che ha messo in grave imbarazzo gli Stati Uniti”.

Una prima udienza per stabilire se a giudicarlo deve essere la Corte marziale. Questa udienza è arrivata dopo diciannove mesi di detenzione disumane. Infatti Manning è costretto a vivere in isolamento per 23 ore al giorno, a dormire nudo, ad essere svegliato continuamente durante la notte, e gli è stato imposto di portare un grembiule antisuicidio.

Ssul caso è intervenuta Hillary Clinton, non sulle condizioni di vita del detenuto in attesa di un regolare processo, ma per condannarne “l’azione dannosa” che gli viene imputata, che avrebbe “messo a rischio le relazioni internazionali e l’incolumità delle persone”.

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“Bradley sostiene che “la sua detenzione è al di fuori della legge, e che da quando ha chiesto un trattamento meno duro le sue condizioni sono peggiorate”. Per ottenere un regime di detenzione meno severo, Manning aveva chiesto che gli venisse tolto il “suicide watch“ 24 ore su 24. Hanno poi tentato più volte di farlo crollare e di fargli confessare quello che le autorità volevano sentirsi dire. Se avesse infatti testimoniato contro Assange avrebbe probabilmente avuto una riduzione della pena. In un’intervista di John Pilger, Assange ha così affermato: “Incrinare Bradley Manning è il primo passo. Lo scopo è chiaramente di spezzarlo e di costringerlo a confessare che in qualche modo ha cospirato con me per danneggiare la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Di fatto non ho mai sentito il suo nome prima che venisse pubblicato sulla stampa”.

“Nel luglio 2010 Manning era stato accusato di avere trasferito sul suo computer materiale classificato recuperato da SIPRnet, la rete Intranet utilizzata dal dipartimento della Difesa e dal dipartimento di Stato per condividere documenti segreti. Manning avrebbe poi inviato il materiale a Wikileaks che lo ha successivamente pubblicato. È quanto risulterebbe da sue esplicite rivelazioni in una conversazione via chat con l’ex hacker Adrian Lamo, poi pubblicata da Wired. Nella chat Manning spiega a Lamo di  aver deciso di inviare i documenti dopo essersi disilluso sulla Guerra in Iraq, dopo aver visto i documenti che dimostrano la corruzione e le violenze commesse dal suo Paese e dai suoi alleati. Ha spiegato che voleva che il mondo sapesse e vedesse la verità”.

(…) Bradley ha poi ottenuto il sostegno di una vasto schieramento al quale si sono aggiunti di recente gli attivisti di Occupy Wall Street. E anche il gorno della prima udienza, un sostenitore di Manning, un veterano di nome Nate Goldschlager, ha gridato appena il ragazzo ha lasciato la stanza della Corte: “Tu sei un eroe”.

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